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PROBLEMATICHE- ATTUALITA’
Accordo uve moscato
Tra le varie problematiche sul tappeto va evidenziata quella delle uve moscato, comparto produttivo essenziale per 7000 aziende agricole che sta purtroppo attraversando un periodo di incertezza, anche se esistono incoraggianti segni di ripresa. Coldiretti assiste con le altre OOPP all’accordo interprofessionale. Si rende necessario un piano articolato di ristrutturazione del settore e di rilancio dell’immagine del prodotto.
Prezzi delle uve .
Il mercato delle uve è in progressiva riduzione per il diffondersi della vinificazione diretta, ma continua ad essere un’importante realtà ancora per numerose aziende. Coldiretti, ritenendo l’orientamento sulle quotazioni un importante elemento per la crescita del settore, è al lavoro per studiare formule che consentano di determinare un prezzo indicativo e una forbice variabile per premiare la qualità. E’ indispensabile garantire nel tempo un mercato remunerativo all’intera filiera e assicurare al consumatore un costante miglioramento del prodotto che acquista .
Riforma delle leggi
Molto impegno è stato riservato alla riforma di settore, la quale determinerà nell’UE l’indirizzo politico-economico per i prossimi 10 anni, ma altrettanta ne occorre per la scrittura delle norme applicative attraverso i provvedimenti di livello nazionale e regionale .
Anche la legge sulle Denominazioni d’Origine (L.164/92) necessita di profonde revisioni per rispondere alle mutate esigenze delle imprese.
Da tempo si sostiene l’esigenza di raggruppare le svariate norme vitivinicole in un rinnovato e moderno testo unico.
rintracciabilità e piano dei controlli sui vqprd
E’ fondamentale tutelare il consumatore e consentire al produttore l’opportunità di identificare e distinguere la sua produzione.
I controlli preventivi già in essere per i VQPRD sono una buona garanzia di tutela, tuttavia è necessaria una ottimizzazione e una attività di riscontro "finale" nelle cantine, ma soprattutto nei punti vendita.
Per migliorare ulteriormente la garanzia relativamente all’origine "aziendale", attraverso la rintracciabilità necessitano alcuni semplici modifiche ed integrazioni alle consuete registrazioni delle movimentazioni di cantina.
accise
Applicare l‘accisa in Italia equivale a:
Il regime fiscale delle accise, come oggi viene attuato nella UE è inadatto (si utilizzano normative trasferite dai superalcolici e prodotti petroliferi), sterilmente macchinoso e disomogeneo. Occorre armonizzare semplificando le operazioni che attualmente gravano di costi inutili le imprese e alimentano fortune per le attività terziarie inerenti alla gestione dei documenti e delle procedure finalizzate alla vendita intracomunitaria. Spesso risulta paradossalmente più agevole la cessione nei paesi extracomunitari rispetto l’interno della CE.
ogm
E’ nota la posizione di Coldiretti, contraria a ogni forma o ipotesi d’introduzione di organismi geneticamente modificati nel circuito produttivo, fintantoché non sia stato scientificamente chiarito che non sussistono pericoli per la salute umana e per l'ambiente.
Relativamente al materiale OGM viticolo sussiste il pericolo (al di là dei problemi comuni a tutti i prodotti legati alla salute, all’ambiente, alla brevettabilità, ecc.) di banalizzare la viticoltura piemontese. Si teme infatti che l’introduzione del biotech vada a scardinare il legame vino- territorio. Coldiretti ha per questo avanzato in Regione una proposta operativa : inserire un fermo divieto di coltivazione (ai fini produttivi) di vitigni OGM nel documento quadro di applicazione e gestione della Politica Vitivinicola in Piemonte. Una lucida e determinata scelta verso la qualità, la non omologazione del vino, la garanzia di salubrità al consumatore e il consolidamento dei principi che da sempre legano la nostra vitivinicoltura al territorio di coltivazione .
programmazione superfici vitate
Mantenere gli equilibri di mercato è fondamentale .
Si chiede di inserire nel documento di gestione della viticoltura della Regione Piemonte (DGR n°48 del 11 febbraio 2001- OCM Vino ) una precisa norma dove per ogni DOC/DOCG, tenuto conto dei dati di mercato e di potenzialità produttiva, annualmente le OOPP, AAPP, Consorzi determinino l’entità delle superfici ammissibili al nuovo impianto, al trasferimento dei diritti ed a tutte le operazioni collegate al potenziale viticolo, compreso il reimpianto aziendale, nei casi in cui sia necessario limitarne o regolarne l’impiego.
piano ristrutturazione regionale
E’ indispensabile definire con sollecitudine il piano operativo per la nuova campagna al fine di poter raccogliere le singole domande di aiuto con sufficiente anticipo.
Considerate le caratteristiche strutturali della nostra viticoltura, particolarmente frammentata, sono eccessivi i 6000 mq. di estensione minima per ammissione della domanda imposti dal Ministero. Molte aziende rischiano di non ottenere i benefici. Coldiretti chiede pertanto la riduzione della superficie minima dagli attuali 6000 mq a 3000 mq (ridotti ancora a 1000 mq in zona montana)
promozione
Esistono finanziamenti a livello CE e nazionale finalizzati alla promozione del vino. Necessita prioritariamente un progetto per il moscato e gli altri dolci piemontesi. Programmare inoltre interventi per altri vini di importante produzione e diffusi sul territorio regionale.
accordi interprofessionali
Sono uno strumento determinante per gestire efficacemente il mercato, evitare le eccessive oscillazioni di prezzo (sia al ribasso che al rialzo) che provocano turbativa, speculazione e impianti "emozionali" e non razionali. Attraverso gli accordi sono inoltre favorite azioni promozionali e miglioramenti della qualità.
semplificare e uniformare le dichiarazioni
Con l’Anagrafe Vitivinicola il Piemonte si è dotato di uno strumento di estrema efficacia per il controllo del potenziale produttivo. Ora si tratta di evolvere il progetto, adeguarlo ed estenderlo per sostituire in alcuni casi altre dichiarazioni, semplificare ed automatizzare in altri la pesante burocrazia e accelerare il percorso per la rintracciabilità.
vigneti abbandonati
Affrontare e risolvere mediante l’adozione di una legge l’annoso problema dei vigneti abbandonati, fonte d’inoculo di parassiti e perdita di potenziale produttivo. Il vigneto va inteso come bene collettivo e come tale va difeso visto che sovente per le difficili colline non esiste coltura alternativa, e la perdita di vigna potrebbe significare abbandono totale del presidio umano con le note conseguenze dirette ed indirette .